Associazione Italiana Latto-Intolleranti

Intolleranza al lattosio; lattosio; intolleranti al lattosio; informazione; rubriche; nutrizione

BERE ACQUA PER LA SALUTE!

L’acqua è un costituente essenziale per il mantenimento della vita.

fig1 articolo acqua

Nel neonato l’acqua rappresenta il 75% circa del peso corporeo, mentre nell’adulto questa percentuale diminuisce fino al 55-60% (Tabella 1).

Feto 85-90%
Neonato 75-80%
Uomo 60%
Donna 55%
Anziano 40-50%
    Tabella 1. Volume totale dell’acqua in base  al sesso e l’età.

fig1a articolo acquaTutti i processi biologici che avvengono nel nostro organismo necessitano di acqua. L’acqua svolge un ruolo essenziale nelladigestione, nell’assorbimento, nel trasporto dei nutrienti, favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche, è indispensabile per laregolazione della temperatura corporea.

Figura 1. Distribuzione dell’acqua nell’organismo.

L’acqua agisce anche come “lubrificante” e ha funzioni di ammortizzatore nelle articolazioni  e nei tessuti, mantiene elastiche e compatte la pelle e le mucose e garantisce la giusta consistenza del contenuto intestinale.

Mantenere un giusto equilibrio del nostro “bilancio idrico” (rapporto tra le “entrate” e le “uscite” di acqua) è fondamentale per conservare un buono stato di salute.

Il 60% circa della perdita giornaliera di acqua avviene con l’urina e le feci. Anchel’aumento di temperatura e l’esercizio fisico fanno aumentare le perdite idriche.

Due sono i mezzi attraverso i quali il nostro organismo mantiene l’equilibrio idrico: ilmeccanismo della sete e il riassorbimento dell’acqua nei reni.

DISIDRATAZIONE

 I sintomi della disidratazione sono secchezza della bocca, della pelle e delle mucose (compresa quella dell’occhio), affaticamento, mal di testa, arrossamento della pelle, crampi muscolari, perdita di appetito, intolleranza al calore e apatia. In seguito si possono avere vertigini, nausea, vomito, tachicardia, diminuzione del livello di attenzione e di concentrazione fino a perdita di conoscenza e rischio di coma.

Ci sono diversi stadi di disidratazione con diverse conseguenze:

  • Disidratazione dell’ 1% circa del peso corporeo: si ripercuote sull’attività e sulleperformances fisiche del nostro corpo.
  • Disidratazione del 2% circa del peso corporeo: vengono alterati la termoregolazione e il volume plasmatico e comincia a manifestarsi il senso di sete.
  • Disidratazione del 5% circa del peso corporeo: compaiono crampi, debolezza e maggiore irritabilità.
  • Disidratazione del 7% circa del peso corporeo: compaiono malessere generale, profonda debolezza e allucinazioni.
  • Disidratazione del 10% circa del peso corporeo: insorgenza del colpo di calore, e comincia ad essere messa in pericolo la stessa sopravvivenza.

Attenzione! Uno stato persistente di disidratazione può aumentare il rischio di calcoli renali, di contrarre tumori del colon e dell’apparto urinario.

ALCUNE REGOLE PER REINTEGRARE L’ACQUA GIORNALMENTE:

 

  1. Asseconda sempre il senso di sete bevendo mediamente 1.5- 2 litri di acqua al giorno. Ricorda che i bambini sono maggiormente esposti a rischio di disidratazione.
  2. Bevi frequentemente e in piccole quantità. Se l’acqua è fredda bevi lentamente per evitare pericolose congestioni.
  3. Le persone anziane devono abituarsi a bere frequentemente anche quando non avvertono lo stimolo della sete.
  4. Bevi essenzialmente acqua, tanto quella del rubinetto quanto quella imbottigliata, entrambe sicure e controllate. Bevande come aranciate, bibite tipo coca cola, succhi di frutta, caffè, tè apportano anche altre sostanze che contengono calorie (ad esempio zuccheri semplici) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina).
  5. Non evitare di bere per il timore di sudare eccessivamente (sudare è fondamentale per regolare la temperatura corporea) o di ingrassare (l’acqua non apporta calorie).
  6. Durante e dopo l’attività fisica bevi per reintegrare prontamente e tempestivamente le perdite dovute alla sudorazione, ricorrendo prevalentemente all’acqua.
  7. Dopo ripetuti episodi di diarrea e stati febbrili reintegra l’acqua perduta adeguatamente e tempestivamente.

DOVE SI TROVA L’ACQUA?

 L’acqua si assume attraverso le bevande (circa 800-2000 ml al giorno) e gli alimenti (circa 500-900ml al giorno) (Figura 2). Inoltre l’organismo produce acqua mediante i processi di ossidazione dei carboidrati (0.6 g di acqua per ogni grammo di carboidrati ossidato) e dei grassi (1.1 g di acqua per ogni grammo di acido grasso ossidato) e di degradazione delle proteine (0.4 g di acqua per ogni grammo di proteine), per un totale approssimativo di 300 ml di acqua “metabolica” al giorno.

fig2 articolo acqua

Figura 2. Contenuto di acqua nei diversi alimenti.

 RESIDUO FISSO DELL’ACQUA

Il residuo fisso di un’acqua è la quantità di minerali in essa disciolta. In base al valore di residuo fisso le acque vengono classificate in:

  1. Acque minimamente mineralizzate: residuo fisso minore di 50 mg/l, indicate per un’alimentazione neonatale, in quanto, essendo povere di sali minerali, sono altamente digeribili.
  2. Acque oligominerali: residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l. Garantiscono un apporto di minerali moderato. In assenza di particolari patologie, l’oligominerale è tra le acque più consigliate, in quanto i sali minerali vengono aggiunti già abbondantemente con un’ alimentazione varia.
  3. Acque medio minerali: residuo fisso compreso tra 501 e 1500 mg/l, indicate in condizioni in cui l’organismo ne è carente (senilità, sport…ecc.).
  4. Acque ricche di minerali: consigliate in casi più specifici, vanno assunte per periodi non troppo prolungati nel tempo e in quantità limitate.

 

FALSE CREDENZE:

  1. Non è vero che l’acqua vada bevuta al di fuori dei pasti: una adeguata quantità di acqua (non oltre i 600-700 ml) è utile per favorire i processi digestivi.
  2. Non è vero che l’acqua faccia ingrassare. L’acqua non contiene calorie, e le variazioni di peso dovute all’ingestione o eliminazione dell’acqua sono momentanee e ingannevoli.
  3. Non è vero che bere molta acqua provochi maggiore ritenzione idrica. La ritenzione idrica dipende dal sale e da altre sostanze contenute nei cibi che consumiamo.
  4. Non è vero che occorra preferire le acque oligominerali rispetto alle acque maggiormente mineralizzate per mantenere la linea o “curare la cellulite”. I sali contenuti nell’acqua favoriscono l’eliminazione di quelli contenuti in eccesso nell’organismo.
  5. Non è vero che il calcio presente nell’acqua non sia assorbito dal nostro organismo. Ricerche recenti dimostrano che la capacità dell’intestino umano di assorbire il calcio contenuto nelle acque è considerata addirittura simile a quella relativa al calcio contenuto nel latte.
  6. Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione dei calcoli renali. Al contrario le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata.
  7. Non è vero che l’acqua gasata faccia male. Né l’acqua naturalmente gasata né quella addizionata con gas (normalmente anidride carbonica) creano problemi alla nostra salute, anzi l’anidride carbonica migliora la conservabilità del prodotto. Solo quando la quantità di gas è molto elevata si possono avere lievi problemi in individui che già soffrano di disturbi gastrici e/o intestinali.
  8. Non è vero che le saune facciano dimagrire. Le saune fanno semplicemente eliminare sudore. Lo stesso organismo provvederà a reintegrare prontamente le perdite, cosicché nell’arco di poche ore il peso tornerà ad essere esattamente quello di prima.

 

  BIBLIOGRAFIA: 

  • Masento NAGolightly MField DTButler LTvan Reekum CM. Effects of hydration status on cognitive performance and mood. Br J Nutr. 2014.
  • Linee guida per una sana alimentazione italiana (revisione 2003). Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN).
  • Zanasi A, Solimene U. Idratazione per il benessere dell’organismo. Società Italiana di Medicina Generale. 2011.
ATTENZIONE!
I contenuti scientifici di questo articolo hanno un carattere informativo.
Le informazioni raccolte in queste pagine non devono in alcun modo essere interpretate come diagnosi e/o sostituirsi in alcun modo ad una accurata visita presso centri medici specializzati.
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